|
Piercing: occhio alle infezioni
Farsi fare un piercing, ovvero un piccolo foro in una zona
qualsiasi del corpo per infilarvi un anellino o un ciondolo,
può creare fastidiose complicazioni quali allergie,
irritazioni della pelle, infiammazioni locali, fino a provocare
antiestetiche cicatrici se non addirittura infezioni molto
gravi quali l'epatite o l'Hiv. Se proprio si vuole cedere
a questa moda, sarà dunque necessario rispettare alcune
norme igieniche fondamentali e, soprattutto, affidarsi esclusivamente
a professionisti qualificati in questo campo.
Per riconoscerli, è sufficiente guardarsi intorno per
assicurarsi che operino in un luogo pulito e che si servano
di strumenti sterilizzati e di guanti in lattice rigorosamente
monouso. Inoltre, dopo l'esecuzione del piercing e durante
i tempi di guarigione (che a seconda della zona trattata possono
arrivare anche a 8 settimane), è tassativo osservare
scrupolosamente alcune norme igieniche. In particolare nei
primi giorni è importante non toccare il piercing.
Qualora dovessero formarsi delle crosticine, queste andranno
delicatamente rimosse o quanto meno pulite con l'aiuto di
una garza intrisa di liquido antibatterico facilmente reperibile
in farmacia. Solamente dopo la perfetta guarigione della parte
trattata sarà possibile sostituire il primo gioiellino.
Il piercing orale (sulle labbra o sulla lingua) richiede accurati
e frequenti lavaggi della bocca, nonché numerose applicazioni
locali di cubetti di ghiaccio allo scopo di ridurre l'inevitabile
gonfiore che si verificherà durante i primi giorni.
|
|